Dany’s Blog

Lotta per un mondo più usabile

Quando sarebbe meglio che i programmatori andassero “in pausa”

Questo post era in serbo da tanto…l’ho coltivato e fatto crescere per settimane insieme al mio disagio…e finalmente ho trovato due minuti per farlo venire fuori unendomi alla gran quantità di post su blog di tutto il mondo trattanti questo argomento……

…..

Ho ascoltato molti pareri negli ultimi giorni, ho discusso con amici, ho origliato durante le conversazioni di estranei e tutto questo mi ha portato all’inevitabile conclusione che: “alcuni programmatori qualche volta sarebbe meglio andassero altrove!!!…in pausa pranzo ad esempio, oppure potrebbero andare a comprare un nuovo componente per il loro pc, o a scoprire bug sulla nuova release di office, o a spolverare l’interno del loro computer…insomma, sarebbe meglio facessero qualunque altra cosa sia differente dall’occuparsi di interfacce!!!

Perchè in verità questa è l’unica risposta che mi sono data alla domanda: “Ma chi può aver così deliberatamente rovinato l’interfaccia più famosa (e, se permettete un parere personale, avente un elevato livello di usabilità) al mondo!?!?” risposta: “Forse solo un programmatore annoiato…”.

Questa teoria mi è inoltre stata confermata da un piccolo sondaggio effettuato tra qualche amico…..ovvero che le uniche persone (ovvio specificare il “con cui io abbia parlato”) a cui questa interfaccia piace, sono informatici.

Minuto di riflessione.

Inutile adesso inserire il nome del sito avente l’interfaccia in questione….tanto ci siamo passati tutti…una mattina di fine marzo ci siamo tutti svegliati, abbiamo tutti acceso il computer e con nostra grande sorpresa esclamato “Ma che c… è questo?!?!” passando poi le settimane successive a scusarci per non aver visto il promemoria del compleanno, a cercare l’icona degli eventi, a cercare di capire quale fosse il proprio status e quale una semplice scritta su bacheca eccetera eccetera eccetera……

L’unico pensiero che non sono proprio riuscita a togliermi dalla mente è stato che probabilmente nella testa di qualche sviluppatore in quel momento ci fossero mille pensieri e problemi personali che gli hanno impedito di pensare ad una stupidaggine chiamata: studio di usabilità….

Inutile però infierire ancora sul suddetto argomento…navigando anche solo per la rete si possono scoprire valanghe di articoli e commenti (tutti purtroppo strettamente negativi) sull’interfaccia in questione…

Personalmente ho letto molti libri sul design e devo ammettere che la maggior parte delle volte che si cambia l’aspetto a qualcosa di già così intrinseco nella vita quotidiana della popolazione, è facile essere subito oggetto di critiche…ma questa volta il polverone alzato è davvero enorme!! Non credo di aver mai assistito ad un cambio di design così pessimo e soprattutto che riesca a non soddisfare in maniera così piena il paradigma relativo alla “piacevolezza d’uso”!

Sul suo blog, tale Mark, ha persino affermato “Calma, respirate, vi stiamo ascoltando”…. …..gran bella presa di posizione…DOPO!!!!

Nel cercare quindi di seguire il suo consiglio e respirare mi imbatto però subito dopo in una mail che sempre tale Mark ha inviato ai suoi dipendenti affermando l’inaffermabile … (neanche voglio esplicitare tale mail per evitare di innervosirmi ulteriormente…..)

Concludo questo post adducendo un piccolo lutto personale per aver perso una meravigliosa interfaccia che ci ha fatto conoscere un genio del mondo virtuale forse però ancora troppo piccolo per il mondo reale…

Con la speranza che il tempo mi smentisca, vi saluto……………

Aprile 7, 2009 Pubblicato da danyonweb | Interfacce, Riflessioni personali, Utenti, usability, usabilità, user experience | , , | Ancora nessun commento.

Non ci si improvvisa baristi

A volte rimango allibita… sempre più volte rimango allibita e tutto questo mi rattrista molto.

Il campo dell’hci in genere e nello specifico degli utenti e degli user testing, può ad una prima occhiata sembrare dannatamente semplice, ovvio e intuitivo e questo aumenta il rischio di trovare qualcuno che potrebbe pensare di improvvisarsi “usability expert” dopo aver avuto solo qualche piccolo accenno di teoria e sperando di poter contare sulle proprie capacità mentali per dare luogo ad un buon user testing o ad una buona expert usability review.

Per carità, buon per chi ci riesce, osannerò  a vita codeste persone, ma sono convinta che serva più di quello che qualcuno crede sia sufficiente e necessario avere.

Non si può leggere una frase del tipo “devi capire i bisogni dell’utente” e uscirsene poi con un test stile: “Caro utente, scrivi qui quello di cui hai bisogno”, sapere che bisogna far capire all’utente che non è lui l’oggetto del test e che se sbaglia non è colpa sua e scrivere a lettere cubitali “Caro utente, sappi che se sbaglierai non sarà colpa tua” credendo davvero che questa frase non porti suggestioni nella mente dell’utente e che non lo farà assolutamente partire già col presupposto che sbaglierà…. bello…davvero un buon lavoro…

“Oh beata ignoranza” mi viene naturale dire, ma mi viene anche un nervoso pazzesco se penso che questa gente potrebbe un giorno andare a lavorare sul campo…

Beata ignoranza ma anche dannata presunzione!

Ed ecco due qualità che un buon usability expert non dovrebbe proprio avere! Ignoranza e presunzione.

Siamo tutti daccordo che l’ignoranza ti fa vivere più sereno nel tuo bel mondo e dunque la presunzione che il tuo bel mondo sia perfetto ti fa gongolare ancora di più ma in questo lavoro bisogna saper andare oltre…dove andare oltre significa che hai guardato e perfettamente imparato e capito cosa hai di fronte per poi oltrepassarlo… ma come si può pensare di “oltrepassarlo” se non si è perfettamente capito cosa si ha di fronte?? se si va avanti con la presunzione di potercela fare da soli con il proprio ragionamento e basta senza ascoltare i pareri di altre persone?!

E allora Norman Nielsen e Cooper cosa studiano da anni a fare?!? cosa hanno pubblicato libri su libri a fare?!?! e soprattutto, io perchè li ho comprati e letti tutti?!!?

Tutto questo mi sconvolge e rattrista molto…

Ma poi mi viene anche da pensare che, in fondo, ci sono una marea di bar dove andare…e se non ti piace il mojito che un certo barista ha fatto per te, bè, esci e trovatene un altro! :D

Dicembre 13, 2008 Pubblicato da danyonweb | Riflessioni personali, Test Utente, Usability expert, Utenti | , | Ancora nessun commento.

Utente o non Utente

Questo è un quesito che mi iniziai a porre già qualche tempo fa, quando mi ritrovai a dover scrivere sullo usage centered design.

Come arrovellai le mie rotelle allora, tento di fare lo stesso con voi in questo momento e chissà che non trovi una risposta alle mie domande…

Vi chiedo quindi adesso: ma, secondo voi, è giusto includere l’utente nella progettazione di un prodotto a lui dedicato?

La risposta non mi sembra così scontata.

Ho letto tantissimi trattati in merito e sono arrivata alla conclusione che, molto semplicemente… dipende! (tanto per citare colui che ha la colpa del 90% dei miei deliri mentali)

Scontata anche questa risposta forse, ma il mio “dipende” continua con “dipende a chi lo chiedi…”

Leggendo ho notato, e col tempo imparato, che importante quasi quanto il contenuto di uno scritto è sapere chi lo ha concepito, conoscere il suo background (ovviamente sempre in riferimento all’area tematica in questione), che lavoro fa, se lavora nel campo, se ci ha lavorato ed è stato mandato via, se la sua unica risorsa e ragione di vita è quello che ci stiamo approcciando a leggere eccetera…

A mio parere tutte queste cose influenzano molto i contenuti ma soprattutto il punto di vista attraverso il quale siamo portati a vedere una certa cosa (e quando si parla di processo di sviluppo questo è molto importante in quanto le fasi sono molteplici e di conseguenza i punti di vista).

Potrà quindi capitare che un designer ad esempio, risponderebbe alla nostra domanda dicendoci che il dialogo e l’interazione con l’utente sono assolutamente necessari se non sacri per ottenere un buon prodotto ed un ingegniere invece che preferisce lavorare da solo senza avere persone “non competenti nel campo” che disorientano il lavoro.

Ma come fare a capire qual è l’approccio giusto da utilizzare?
E’ giusto includere l’utente nella progettazione essendo lui il destinatario dell’oggetto, o meglio escluderlo per permettere ai progettisti di poter applicare tutte le loro conoscenze nel campo?
Bisogna focalizzarsi sui bisogni dell’utente, sui compiti che vuole svolgere o sugli obiettivi che vuole raggiungere?

Volendosi focalizzare sull’utente si potrebbe citare come in fondo “Non si può vendere caffè senza parlare coi bevitori di caffè” (sacrosante parole) ma se al contrario ci si volesse focalizzare sui compiti è anche vero che, come afferma un vecchio detto del design, “Se si chiederà a qualcuno di disegnare un vaso e non qualcosa per contenere dei fiori non si avrà mai un giardino pensile”…

Verrebbe qui molto spontaneo chiedersi: ma, in fondo è per l’utente che si sta progettando. Perché non
bisognerebbe includerlo nella progettazione?

Il problema è che spesso è difficile definire bene l’utente ed i suoi obiettivi, soprattutto se a lungo termine, oppure essi sono talmente vaghi che risulta davvero difficile pensare ad un design concreto per loro.

Immaginiamo un designer che stia creando un’applicazione per aiutare gli studenti universitari a
gestire i loro impegni.
Qual è l’obiettivo? Aiutare gli studenti ad andare meglio a scuola? Ma perché? Perché possano
laurearsi? E qual è l’obiettivo lì? Che siano istruiti? Che trovino un buon lavoro?

Sono convinta che le persone non sempre sanno cosa vogliono, e allora, è giusto ascoltarle? è giusto basarsi su dichiarazioni che magari non sono corrette? Sempre tenendo presente che l’utente può nn farlo apposta ma che semplicemente, in quanto umano, può avere un subconscio che dice una cosa e il corpo che ne fa capire un’altra…e allora noi, cosa facciamo??

Ci impuntiamo sugli obiettivi?

Bene.

Iniziamo dunque a chiederci “perchè”. Perchè l’utente dovrebbe voler usare il nostro prodotto? Perchè c’è bisogno di quella funzione? Cosa sta tentando di fare? Cosa vuole ottenere?

Ovvio che questo è importante. Se il nostro utente non trova quello che sta cercando, ovviamente non lo comprerà. Se le informazioni chiave non sono visibili, il processo decisionale sarà compromesso.

Quello che gli utenti vogliono è uno strumento che li accontenti? Perfetto. Eccolo.

Partire quindi subito con l’obiettivo “dell’utilizzo”, identificando subito gli usi fondamentali, aiuta
ad ottimizzare i tempi di sviluppo ed a rendere il nostro prodotto decisamente più usabile e quindi quale approccio migliore di questo per il nostro successo…

Ma un problema c’è, ovviamente. Fissandosi sui compiti, i designer non cercheranno soluzioni per il problema nella sua globalità. Non vedranno la “foresta” perché troppo occupati a guardare gli alberi.

E quindi? ….siamo sempre al punto di partenza…

A volte ho avuto come l’impressione che in fondo nessuno avesse davvero in mano la risposta a tutto questo…nemmeno chi scriveva in merito. Mi è sembrato tutto un bisogno assoluto di prendere posizione e basta senza preoccuparsi davvero di cosa si stava dicendo.

“Si fa così”, dice qualcuno,”No, è sbagliato, bisogna fare in quest’altro modo”, dice un’altra voce, “I bisogni!!”, “No le attività!!!”, “No gli obiettivi!!”, “e l’emozione?!”, “le funzioni!!” Gridano e litigano altri…

E a questo punto mi viene spontaneo chiedermi…ma siamo sicuri che esista una risposta a tutto questo che sia diversa da un “dipende”?

Novembre 15, 2008 Pubblicato da danyonweb | Riflessioni personali, User vs Usage, Utenti | , | Ancora nessun commento.

Lui sa…

Come è risaputo, nutro profondi dubbi sulle convinzioni che inducono a prendere la parola dell’utente come sacro santa…

Tendo ad essere più convinta del fatto che lui non sappia sempre esattamene cosa vuole ma che questo sia vero solo “dentro di lui”. All’esterno tende sempre ad esagerare, a proporre cose assurde ed a porsi come unico obiettivo quello di non voler sembrare studipo (come il caro Norman insegna….).

Tante volte mi è capitato di assistere a scene al limite dell’assurdo.

Prendiamo nuovamente ad esempio i cari frequentatori di pub e dintorni. Tali persone sono sempre lì a dirti “mettine di più”, “oh mi raccomando fallo così e così” eccetera…e lì sta al bravo barista decidere se ascoltare il cliente o far finta di niente pur di mantenere la qualità del suo lavoro.

Eh sì, perchè se si fa come ti dice il presuntuoso personaggio, il cocktail non verrà certo buono come potrebbe venire se solo si lasciasse lavorare in pace il nostro caro barman!

A volte mi è persino capitato di vedere gente che, datale una bottiglia in mano per somministrarsi quindi autonomamente la quantità desiderata, qui esagerava, riempiva a sproposito il bicchiere, con il risultato poi di lasciarne metà a causa della scarsa “grazia” del sapore.

Alla luce di tutte queste esperienze io personalmente ho trovato la mia via di mezzo. I clienti/utenti vanno sì considerati e ascoltati, non li si può certo trascurare, ma con un occhio aperto l’altro chiuso…nel senso che non bisogna fargli capire che in realtà non lo stai ascoltando, che stai fingendo di fare esattamente come lui ti dice quando invece stai lavorando per lui in un modo migliore, ovvero dandogli non quello che vuole ma quello che gli piace e lo farà felice…

Perchè non è vero che lui sa davvero cosa vuole…o meglio, spesso semplicemente non è in grado di dircelo, anche perchè se fossimo tutti esperti baristi non ci sarebbe poi bisogno di tutti i mille locali presenti ad ogni angolo delle città!…

Lui, per l’appunto, non è un “barista”!! Cosa vuole e cosa gli piace davvero lo si imparerà solo osservandolo dall’esterno mentre sorseggia il suo cocktail, con che velocità lo finisce e che espressione ha sul volto mentre beve.

Persino io nelle mie mille serate a bancone mi limitavo a comunicare al barista i miei gusti generici aggiungendo poi un bel “fai tu!”…

Chi, quindi, meglio di un barista, esperto conoscitore della propria arte ed al quale si provvede a comunicare i propri gusti, saprà mai renderci più felici e soddisfatti?

:D

Novembre 4, 2008 Pubblicato da danyonweb | Riflessioni personali, Test Utente, Utenti | , | 2 Commenti